Farmacia Veterinaria Avezzano

Sterilizzare un cane è come mutilarlo? Perché sterilizzazione e taglio di orecchie e coda non sono la stessa cosa

È un paragone che si sente fare spesso: “Se con la sterilizzazione si rimuove una parte del corpo del cane, allora è la stessa cosa che tagliare orecchie o coda.”

A prima vista il ragionamento può sembrare lineare. In realtà, dal punto di vista veterinario, del benessere animale e anche della normativa, si tratta di interventi profondamente diversi.

La differenza non sta semplicemente nel fatto che venga rimossa o modificata una parte anatomica. La vera domanda da porsi è un’altra:

perché viene eseguito quell’intervento e quale beneficio può avere per l’animale?

Sterilizzazione e mutilazioni estetiche: la differenza sta prima di tutto nello scopo

Il taglio delle orecchie e della coda effettuato esclusivamente per modificare l’aspetto di un cane è un intervento estetico, privo di un beneficio sanitario per l’animale.

La sterilizzazione, invece, è un intervento di controllo della riproduzione che può avere indicazioni sanitarie, preventive e di gestione della popolazione animale.

La stessa WSAVA – World Small Animal Veterinary Association fa questa distinzione. Nella propria posizione contro le alterazioni fisiche eseguite per motivi estetici o di convenienza, cita esplicitamente il taglio della coda e delle orecchie tra le pratiche a cui si oppone. Sterilizzazione e castrazione vengono invece escluse da questa categoria proprio perché, in determinate circostanze, possono produrre benefici per il singolo animale e per la gestione della popolazione canina e felina.

Questo non significa, però, che ogni cane debba necessariamente essere sterilizzato.

Ed è un punto importante.

Sterilizzare non significa automaticamente “fare del bene”: la scelta va personalizzata

Oggi la medicina veterinaria si sta allontanando sempre di più dall’idea secondo cui esisterebbe un’unica regola valida per tutti i cani.

Le linee guida WSAVA sul controllo della riproduzione sottolineano infatti sia i possibili benefici sia i possibili effetti indesiderati della sterilizzazione. La valutazione deve tenere conto di elementi come sesso, età, razza, dimensioni, condizioni di salute, stile di vita e momento in cui viene effettuato l’intervento.

In altre parole:

non è corretto dire “tutti i cani devono essere sterilizzati”, ma non è corretto neppure equiparare la sterilizzazione a un intervento estetico.

È una decisione medica che deve essere valutata insieme al veterinario caso per caso.

Quali benefici può avere la sterilizzazione?

Nel cane femmina, a seconda della tecnica utilizzata e del momento dell’intervento, la sterilizzazione può prevenire gravidanze indesiderate e patologie dell’apparato riproduttore, tra cui la piometra, una grave infezione uterina che può diventare un’emergenza veterinaria.

Nel maschio la castrazione elimina il rischio delle patologie testicolari e può avere effetti su alcune malattie legate all’apparato riproduttore.

Esistono inoltre effetti della sterilizzazione sul rischio di alcune patologie che possono variare considerevolmente a seconda dell’animale. Proprio per questo le attuali linee guida internazionali invitano a evitare semplificazioni e a procedere attraverso una vera valutazione rischi-benefici individuale.

C’è poi un secondo aspetto: il controllo della riproduzione contribuisce a evitare cucciolate indesiderate, con potenziali benefici nella gestione del randagismo e delle popolazioni canine e feline.

Ancora una volta, quindi, non stiamo parlando di un intervento effettuato per rendere il cane esteticamente più conforme ai gusti del proprietario.

E il taglio delle orecchie e della coda?

Qui lo scenario cambia completamente.

Quando orecchie o coda vengono amputate esclusivamente per ottenere un determinato aspetto estetico o per rispettare una tradizione legata alla razza, non esiste un beneficio sanitario corrispondente per il cane.

La WSAVA si oppone alle alterazioni fisiche degli animali effettuate per ragioni puramente estetiche e include esplicitamente tra queste ear cropping, cioè il taglio delle orecchie, e tail docking, il taglio della coda.

Naturalmente esiste un’eccezione fondamentale: una parte del corpo può dover essere rimossa per una reale necessità medica, ad esempio a seguito di un trauma, una patologia o un’altra condizione diagnosticata dal veterinario.

Ma in quel caso non si tratta più di un intervento estetico: si tratta di una procedura terapeutica effettuata nell’interesse dell’animale.

Coda e orecchie non sono semplicemente “decorazioni”

C’è anche un altro aspetto che spesso viene trascurato.

Il cane comunica moltissimo attraverso il corpo.

Posizione, movimento, tensione muscolare, espressione del muso, orecchie e soprattutto coda contribuiscono alla comunicazione con gli altri cani e con le persone.

Una revisione scientifica dedicata proprio al taglio della coda ha evidenziato quanto il suo movimento sia integrato nella comunicazione canina e come la sua amputazione possa rendere meno chiari alcuni segnali inviati dall’animale.

Quando osserviamo una coda che si muove, che si abbassa, si irrigidisce o assume una determinata posizione, quindi, non stiamo semplicemente osservando un elemento estetico.

Stiamo osservando una parte del linguaggio del cane.

In Italia il taglio estetico di coda e orecchie è vietato

La differenza tra queste pratiche emerge chiaramente anche dal punto di vista normativo.

La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia con la Legge 4 novembre 2010 n. 201, vieta gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale o effettuati per finalità non terapeutiche, tra cui il taglio delle orecchie e della coda.

La stessa normativa prevede invece eccezioni per gli interventi ritenuti necessari dal veterinario e per quelli destinati a impedire la riproduzione.

Il Ministero della Salute ricorda inoltre che gli interventi chirurgici effettuati in violazione di queste disposizioni possono essere considerati maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice penale.

Anche da un punto di vista legislativo, quindi, sterilizzazione e amputazioni estetiche non vengono poste sullo stesso piano.

“Ma in entrambi i casi viene tolta una parte del corpo”

È probabilmente l’obiezione più frequente.

Ed è proprio qui che nasce l’equivoco.

Se utilizzassimo come unico criterio la rimozione di una parte anatomica, dovremmo considerare nello stesso modo qualsiasi intervento chirurgico che comporti l’asportazione di un organo o di un tessuto.

Ma in medicina non funziona così.

Un intervento viene valutato in base alla sua indicazione, ai benefici attesi, ai rischi, alle alternative disponibili e alle condizioni del singolo paziente.

Rimuovere una parte anatomica senza necessità terapeutica esclusivamente per modificarne l’aspetto è quindi concettualmente molto diverso dal ricorrere a una procedura veterinaria perché, dopo averne valutato vantaggi e svantaggi, si ritiene possa offrire un beneficio sanitario, riproduttivo o di benessere.

Quindi: bisogna sterilizzare tutti i cani?

No.

E affermarlo sarebbe una semplificazione esattamente come sostenere che sterilizzazione e taglio estetico delle orecchie siano la stessa cosa.

La decisione deve essere presa insieme al veterinario considerando il singolo animale.

Per alcuni cani la sterilizzazione può offrire vantaggi importanti; per altri può essere opportuno scegliere tempi differenti, valutare altre possibilità oppure mantenere l’animale intero.

Le moderne linee guida veterinarie insistono proprio su questo principio: la decisione deve essere informata, individuale e basata sul rapporto tra rischi e benefici.

Sterilizzazione e tagli estetici: due interventi, due finalità completamente diverse

Ridurre il dibattito a “in entrambi i casi viene tolto qualcosa” significa ignorare la parte più importante della questione.

Il taglio estetico di coda e orecchie viene effettuato per modificare l’aspetto dell’animale e, in assenza di indicazioni terapeutiche, non produce un beneficio sanitario per il cane.

La sterilizzazione è invece una procedura di medicina veterinaria e controllo riproduttivo che può avere benefici concreti, ma che deve essere valutata responsabilmente e senza automatismi.

Per questo le due pratiche non possono essere considerate equivalenti.

La domanda corretta, quando dobbiamo decidere per la salute del nostro animale, non dovrebbe essere semplicemente:

“Stiamo togliendo una parte del suo corpo?”

Ma piuttosto:

“Questo intervento è realmente indicato per lui? Quali benefici può offrire e quali rischi comporta?”

Ed è a questa domanda che proprietario e medico veterinario dovrebbero rispondere insieme.

Informarsi è il primo passo per prendersi cura dei propri animali in maniera consapevole. Per ogni decisione relativa alla sterilizzazione è fondamentale rivolgersi al proprio medico veterinario, che potrà valutare età, sesso, razza, stato di salute e caratteristiche individuali del cane.

Farmacia Veterinaria Avezzano è al fianco dei proprietari nella gestione quotidiana della salute e del benessere dei loro animali, anche nelle fasi successive a un intervento veterinario e sempre nel rispetto delle indicazioni del medico veterinario curante.